linea.gif (628 byte) L'uomo, il poeta, il critico
Notizie biografiche

1904, il 25 gennaio nasce Gino Benedetti (Giobatta al Fonte battesimale) da Vincenzo ed Erminia Inganni, nella casa avita sita in Via del Castello a Desenzano del Garda (Bs).

1910, nasce il fratello Giuseppe.

1913, muore il padre Vincenzo, ultimo di una antica famiglia di ebanisti, intagliatori e costruttori d'organo. Partito volontario per la Campagna d'Africa nel 1896, era ritornato dall'inferno di Adua con la salute compromessa. Con la sua scomparsa chiude anche la falegnameria artistica che fin dal Settecento aveva tenuto i laboratori nella casa/bottega ai piedi del Castello. Alle difficoltà economiche familiari fanno fronte la sartoria della madre e le cure amorevoli della nonna Ida Inganni, della zia Italina Benedetti e della prozia Maddalena Cantarini. La madre Erminia, che ama la lettura dei giornali e si appassiona ai romanzi di Dumas, influenza inconsciamente il figlio Gino indirizzandolo verso il giornalismo e la letteratura. E in questo mondo tutto "al femminile" trascorre la sua fanciullezza.

1915, la prima guerra mondiale coglie Gino Benedetti nella prima adolescenza e ha il volto delle truppe del 3° Reggimento Genio (Telegrafisti), 18a Compagnia del XIII Corpo d'Armata, accampate per qualche giorno a Desenzano, ma dirette al fronte. L'incontro con il ventenne soldato torinese Luigi Perotti (prima figura maschile dopo la morte del padre) si tramuta in una grande amicizia. Dalla zona di guerra Perotti invia al giovane amico una corrispondenza affettuosa ma cruda e drammatica, capace di spegnere nel ragazzo ogni fantasia bellica esaltante.

1919, muore la zia Italina.

1922, per esigenze economiche, a diciott'anni Benedetti si impiega presso un Istituto di Credito di Desenzano. Prime collaborazioni a riviste di tecnica bancaria. Le sue esigenze culturali tuttavia lo impegneranno in seguito in molte buone letture.

1930, sposa Stefania Buffato: nasceranno Eda 1932 e Vincenzo 1939.

1931, inizia la collaborazione di Benedetti, con articoli sul cinema, l'arte e la filosofia, alla rivista politico-culturale "Brescia", mentre con Antonio Valenti anima la vita culturale desenzanese.

1932, il 9 febbraio esce sul quotidiano "Il Popolo di Brescia" il primo racconto dal titolo Ciminiere.

1935, inizia a lavorare come corrispondente per il "Corriere della Sera" e per "La Stampa".

1940, allo scoppio della guerra è richiamato alle armi e destinato all'Ufficio stampa e propaganda. In grigioverde nel 1942, collabora con vari giornali e pagine letterarie tra cui "Il Popolo di Brescia", "Il Corriere Padano", "Origini", "La Verità". È di questo periodo l'amicizia con Giovanni Comisso e altri esponenti del mondo letterario (Arrigo Benedetti, Cesare Pavese, G.B. Angioletti,Vico Faggi, Bruno Marini, Luigi Serravalli).

1945, Benedetti conosce l'editore Enrico Gaifas di Rovereto che pubblica il primo volume di racconti Vicolo dell'Angelo. È da segnalare in questo periodo l'incontro con il giovane Ugo Mulas che dedica a Benedetti alcune poesie e gli fà omaggio del suo Autoritratto per suggellare la loro intensa amicizia.

1950, inizia una vasta attività di critico d'arte su "La Verità", che si estenderà anche su "Brescia", "Giornale di Brescia", "Provincia", "Biesse", "La Strada". Benedetti stringe amicizia con gli artisti Giansisto Gasparini, Giovanni Cappelli, Alberto Nobile, Guglielmo Achille Cavellini (GAC), Enrico Ragni e Pierca (che gli presentano Renato Birolli), Gianni Ghelfi, Lusetti, Cenedella, Garosio, Motti, Aleksander Zyw.

Animatore di Gallerie d'Arte e organizzatore di eventi culturali, negli anni 1954-56-57-58 diviene membro della giuria del "Premio Orzinuovi per la pittura" con il collezionista Piero Feroldi, il gallerista Pio Gaudio e i pittori Mauro Reggiani e Tono Zancanaro.

1955-1958, compie alcuni viaggi a Parigi dove è andata a vivere la figlia Eda.

1958, muore la madre Erminia.

1963, viene edito il secondo volume di racconti dal titolo 12 racconti, + sei disegni di Gasparini + sei di Nobile.

1964, appare il primo volume di poesie Dentro e Fuori, edizioni "Il Costume", Brescia. Nello stesso anno incontra l'artista/poeta Sarenco e, a Milano, il poeta Giovanni Giudici che gli invierà in seguito alcune lettere di incoraggiamento.

1967, a cura dell'autore escono i Musical Poems e, nel 1969 le poesie familiari racchiuse in Album ricordo.

1970, per i tipi delle Edizioni Delfino viene pubblicato il volume Oltre il perimetro logico.

1971, l'Antiquario del Garda di Desenzano edita una antologia Almeno i poeti dicano la verità. L'Azienda Autonoma di Soggiorno di Desenzano festeggia Benedetti e lo premia con una medaglia ricordo. Nello stesso anno, con Lerino Visieri, coordina per il Comune di Desenzano la prima mostra antologica dedicata al pittore Giambattista Bosio (1873-1946) a cura di Gaetano Panazza. In questo periodo con Sarenco e Bruno Munari partecipa a un happening di poesia visiva. Stringe amicizia con lo scrittore Nantas Salvalaggio e con il filologo Giovanni Zorzi di Cologna Veneta che lo incoraggia con stima e affettuosa ammirazione.

1972, le Edizioni Delfino pubblicano Qualcosa da dire. Viaggio in Unione Sovietica sulle tracce di Majakovskij.

1974 Benedetti si ammala gravemente ma si riprende.

1975 escono le Trenta Poesie stampate per conto della Galleria del Libro di Desenzano.

1978, appare in libreria la raccolta di poesie Sopra lo smalto dei giorni delle Edizioni Delfino mentre, dalla Galleria La Cornice di Desenzano, viene divulgato il fascicolo Didascalie.

1979, lo stampatore Fausto Sardini di Bornato in Franciacorta pubblica il volume di prose Desenzano: dalla sponda del Lago di Garda storie e colori per la Galleria La Cornice che distribuisce, l'anno seguente, il fascicolo Cari incontri.

1980, recital di poesie a Milano, Villa Litta.

1981, per i tipi delle Edizioni Delfino esce il volume di liriche A canto aperto cui è assegnato il Premio Montale a Brescia.

1982, appare presso le Edizioni Delfino il libro di poesie Breve spazio d'aria.

1983, entra in ospedale; l'organismo incomincia a cedere, ma la mente è sempre lucida e disponibile alla creatività poetica e alla critica d'arte. Per la ripresa la Galleria La Cornice organizza una mostra di poesie manoscritte da Benedetti.

1984 Per festeggiare l'ottantesimo compleanno di Gino Benedetti molte manifestazioni si susseguono quale dimostrazione di stima e affetto. Le Edizioni Delfino pubblicano un'antologia in edizione pregiata di settecento esemplari Poesie 1945-1982, il Comune di Desenzano organizza una manifestazione pubblica in suo onore con la consegna di una medaglia d'argento ricordo; la superiora madre Giancarla e le consorelle Orsoline di San Carlo del Centro spirituale "Mericianum" lo festeggiano per offrirgli la pergamena con la quale "S.S. Giovanni Paolo II concede la Sua particolare Benedizione Apostolica al Poeta Gino Benedetti di Desenzano del Garda in occasopne del suo 80° compleanno, auspicio di grazie e di celesti favori, come riconoscimento della sua dedizione e passione per l'arte, espressa in spirito di generoso e fraterno servizio".

1984-85-86 La Cornice continua l'azione divulgativa delle poesie di Benedetti con Lontani eventi, Cronache del nostro tempo, Poesie del segno, il reprint di Vicolo dell'Angelo e di Album ricordo.

1988, Benedetti raggiunge "quota 84". Per l'occasione il 29 maggio l'Amministrazione Comunale di Desenzano promuove un convegno Gino Benedetti: una vita con la partecipazione del Sindaco Arch. Pier Giuseppe Ramella, Alberico Sala critico del "Corriere della Sera", Luigi Serravalli critico de "L'Alto Adige", Giansisto Gasparini pittore e docente di Storia dell'Arte; la voce recitante è dell'attore Aldo Engheben. Il 24 dicembre il Sindaco Ramella gli consegna la medaglia d'oro di cittadino benemerito con la motivazione "A Gino Benedetti poeta". Il 27 dicembre si ammala gravemente e non si riprende più. Molte sue poesie rimangono inedite.

1989 Dopo una lunga infermità Gino Benedetti muore a Desenzano il 20 settembre nel suo studio, nella casa di Via Brescia.

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