Bruna Alberti
(Nata a Brescia, vive a Salò, BS)
Pittrice. Predilige i fiori, il paesaggio per orientarsi poi verso l'astrattismo e il
senso della materia germinante dell'informale. La sua galleria d'arte a Brescia (Galleria
Alberti) ha sempre proposto pittori di avanguardia e ha contribuito, col marito Pio
Gaudio, a vivacizzare la vita artistica bresciana nel dopoguerra.
Agostino Barbieri
(Isola della Scala VR 1915, vive a Sirmione BS)
Pittore. Ha studiato all'Accademia Cignaroli di Verona. Deportato a Mauthausen ha
documentato in un gruppo di disegni la tragica esperienza del lager ("danze macabre
di corpi scheletriti" scrisse Primo Levi). Dopo la guerra si è dedicato a forme
squadernate e colori orfici come un ordine armonico a cui restituire simbolicamente
l'uomo.
Giacomo Bergomi
(Orzinuovi BS 1926 dove vive)
Pittore . Attivo nell'ambito del realismo contadino. Attento al mondo indios del Sud
America. Ha curato una raccolta di attrezzi e documenti della civiltà contadina,
destinata a esposizione pubblica.
Remo Bombardieri
(Brescia 1936, Vive a Brescia)
Scultore. Allievo di Domenico Lusetti, è autore di numerosi monumenti. Ha uno stile di
modellazione vigorosa e dinamica. Lavora anche per grandi commesse in Parchi a tema, con
polistirolo e resine.
Vittorio Botticini
(Brescia 1909 - 1978)
Pittore. Dopo la guerra frequenta il Gruppo di Corso Mameli che rappresenta l'avanguardia
pittorica bresciana dal picassismo al postcubismo lirico ai contatti col Gruppo degli Otto
animato da Lionello Venturi. Una pittura di griglie geometriche quanto mai sorvegliate, ma
portata ad un'intensità visionaria, di impatto intenso e fremente.
Giovanni Cappelli
(Cesena 1923 - Gargnano BS 1994)
Pittore. Negli anni Cinquanta si trasferisce a Milano e si affianca ai protagonisti del
Realismo esistenziale. Espone alla Biennale di Venezia nel 1956. I suoi soggetti passano
dallo sradicamento dei contadini alla vita urbana "umiliata", fino a spiagge,
lande desolate e vegetazioni secche in modi pittorici agri che risentono dell'informale e
dell'espressionismo.
Felice Carena
(Torino 1879 - Venezia1966)
Pittore. È uno dei maestri della pittura italiana del '900 dal Divisionismo simbolista al
naturalismo postimpressionista, dai colori "fauve" che si rinsalda sulla
riscoperta delle strutture di Cézanne, allo sfaldamento della forma nel Secondo
dopoguerra, a contatto con Kokoschka. Ebbe un ruolo importante per gli artisti tra Torino
e Roma, specie dando vita alla folta colonia d'artisti ad Anticoli Corrado e poi agli Orti
Sallustiani.
Guglielmo Achille Cavellini (GAC)
(Brescia 1914 - 1990)
Commerciante, artista, collezionista, ha avuto un ruolo centrale nel secondo dopoguerra a
Brescia quale tramite con artisti come Vedova, Birolli, Corpora, Santomaso, Afro.
Incominciando a collezionare le opere di questi artisti, ospitandoli e organizzando mostre
in casa sua, raccolse in breve forse la più importante collezione italiana d'arte
contemporanea, nel tempo stesso del suo "farsi", tra gli anni '40 e '50. La sua
casa divenne un punto di riferimento per critici come Lionello Venturi, Marchiori, Argan,
Palma Bucarelli e, nel 1957, la sua collezione fu esposta alla Galleria Nazionale d'Arte
Moderna di Roma. Ebbe un ruolo fondamentale anche nel promuovere un nucleo di pittori
locali, legati a ricerche postpicassiane, poi astratto-concrete e informali. Dal 1970 in
poi avviò l'operazione di "autostoricizzazione", alimentandola anche con
l'alienazione di parte della sua collezione: con pura operazione dadaista, si inventò i
media, a cominciare dall'arte postale, i cimeli, i francobolli, le finte mostre, le finte
voci enciclopediche, che riflettessero all'infinito la sua immagine come artista già
affermato e inserito nella storia dell'arte. Mirava a far sì che questa immagine fosse
recepita da tutti come un'icona del nostro tempo, riconosciuta appunto come "immagine
d'artista".
Piero Cenedella
(Brescia 1924 - Esine BS 1995)
Scultore, pittore, xilografo. La sua formazione artistica si svolge a Parigi (dove
soggiorna a lungo e frequenta lo studio di Brancusi) e si completa a Berlino dove studia
incisione. Nel 1954 torna in Italia. È tra gli animatori dell'Associazione Artisti
Bresciani, di cui sarà presidente. Ha cercato forme semplici e necessarie, come quelle
del pane, degli attrezzi agricoli, delle ciotole, dei totem e degli altari, della soglia
della casa e del tempio, in sintonia con la Terra "madre vivente", col ciclo
delle stagioni e dei lavori agricoli.
Francesco Cherubini
(Carpenedolo BS 1929 dove vive)
Pittore. Paesaggista e ritrattista. Nella sua opera traspare
l'esperienza dei Fauves. Il colore vivido e traboccante traduce il suo amore per il
paesaggio antico della Bassa, ma si fa sempre più delicato, come fosse filtrato nella
nostalgia per un mondo stravolto.
Anna Coccoli
(Nata a Brescia, vive tra Brescia e San Paolo del Brasile.)
Pittrice e scultrice. Presente a più di un Premio Suzzara, si è mossa tra realismo
espressionista, memorie del muralismo latinoamericano e "totemica Pop". Da molti
anni insegue un senso epico della femminilità, con tutta la forza di generazione ed eros,
ma anche con tutto il peso della fatica e del dolore della condizione della donna.
Ferdinando Farulli
(Firenze 1923, vive a Firenze)
Pittore. Si forma nell'ambito della toscanità salda e primitiveggiante di Rosai. Negli
Anni Cinquanta è attivo nell'ambito del Realismo sociale, con accenti di protesta e di
denuncia. Alla soglia degli Anni Sessanta la sua pittura si carica di espressività sempre
più drammatica e densa nella materia, nel gesto e nel colore.
Francesco Fedeli
(Milano 1911 - Castelletto Ticino NO,1998)
Pittore. Inizia come ritrattista e paesaggista trascorrendo molto tempo sui laghi
lombardi. Nel 1942-43 è inviato quale pittore-corrispondente di guerra documentando gli
eventi sul Fronte russo con accenti di quotidianità e di partecipazione umana. Negli anni
Cinquanta fa parte del Gruppo dei pittori della realtà. Negli anni Sessanta dirige i suoi
interessi alla pittura informale e materica. Si cimenta nell'affresco nei graffiti, nella
natura morta con raffinato gusto delle preziosità del segno e della materia..
Tullio Ferro (Tuferro)
(Loreo RO 1931, vive a Desenzano BS)
Pittore, poeta, pubblicista. Giunge sul Garda nel 1960, portando la memoria espressionista
delle fatiche e delle tragedie delle sue genti del Polesine e del Delta padano. Lavora su
addensamenti di luci e ombre, in una pittura che si è venuta addolcendo alla luce quieta
del Garda, pur sempre inseguendo trasalimenti emotivi.
Primo Formenti
(Palazzolo BS 1941, vive a Palazzolo)
Pittore. Autodidatta, componente del Gruppo E di Palazzolo, affida tutta la densità del
racconto ai "rapporti" tra i materiali, al controllo della grana e degli
spessori pittorici, in un'evocazione di archetipi, di stele e di totem, tra raffinata
stilizzazione allusiva e impronta quasi barbarica.
Giuseppe Gambarini
(Salsomaggiore 1902 - ???)
Pittore. Studia all'Accademia delle Belle Arti
di Parma. Paesaggista postimpressionista si dedica anche al ritratto.
Ottorino Garosio
(Vestone 1904-1980)
Pittore. Nell'ambito del Realismo contadino è considerato il cantore della Valsabbia.
Pittore rustico, di scorza genuina, tenera e selvatica, capace anche di note bizzarre e
grottesche, ma che si ritrasse di fronte al mondo borghese e stracittadino.
Giansisto Gasparini
(Casteggio PV 1924, vive a Milano)
Pittore. Allievo di Aldo Carpi all'Accademia di Brera. All'inizio è attivo nel movimento
realista con temi di impegno politico e sociale e diviene poi il precursore del Realismo
esistenziale con soggetti prevalentemente urbani (fabbriche, periferie) ,o figure trafitte
da lance e strutture metalliche. Da un paio di decenni affronta temi naturalistici, specie
i giardini. Nel 1999 denuncia la tragedia dei profughi. Ha partecipato al Premio
Esso-Biennale di Venezia nel 1955, alla VII Quadriennale di Roma 1955-56, alla Biennale di
Milano. Sue opere murali su edifici pubblici.
Gianni Ghelfi
(Pontremoli Massa- Carrara1919, vive a Brescia)
Pittore paesaggista. È uno dei fondatori, con i fratelli Augusto e Luigi, del Gruppo di
avanguardia bresciana di Corso Mameli, attorno al collezionista Guglielmo Achille
Cavellini. Premio Suzzara nel 1949, Biennale di Venezia 1950, Quadriennale di Roma nel
'52. Dalle Cinque Terre alla vita di mare (pescatori, reti, mare), Gianni Ghelfi lavora su
una trama lirica della realtà, trasfigurata nella felicità armonica del colore, modulato
attraverso tasselli che ricordano la struttura delle vetrate o dei mosaici bizantini.
Pietro Giunni
(Villa Cortese MI 1912, ....??)
Pittore. Da ragazzo decorava le chiese. Allievo alle Accademie di Brera e di Venezia,
negli Anni Cinquanta si volge a un linguaggio astratto-concreto e poi di neonaturalismo
attraverso dense paste materiche animate da una nervosa gestualità. Francesco Arcangeli
lo annovera nel gruppo degli "ultimi naturalisti". La tavolozza poi si
schiarisce in trame luminose, scandite a piccoli tasselli, fino al lirismo di muri,
marine, nevicate, campi, boschi vibranti di accensioni luminose.
Giuseppe Guerreschi
(Milano 1929 - Nizza 1985)
Pittore. Allievo di Aldo Carpi all'Accademia di Brera. Negli Anni Cinquanta è uno dei
protagonisti del Realismo esistenziale e sfocia anche in un singolare montaggio Pop
all'italiana, di grande, virulento sarcasmo. Fu sempre fedele alla spinta morale che lo
fece tra i propugnatori di una nuova figurazione: sia quando, fino agli Anni Settanta,
tentò il racconto civile nella testimonianza dei drammi e delle contraddizioni politiche
e sociali del tempo, in particolare della condizione urbana; sia quando fece largo a
motivi psicoanalitici, su nevrosi, ossessioni e conflitti esistenziali, in uno scandaglio
anche personale, ma sempre emblematico d'una condizione umana travagliata e turbata.
Carlo Hauner
(Brescia 1927-Salina, Eolie, 1996)
Pittore, scultore, designer. Nel 1948 partecipa alla Biennale di Venezia. Sue opere sono
al Museo di San Paolo del Brasile, dove ha vissuto alcune stagioni. Personalità inquieta
e complessa (si è occupato anche di ceramica e di industrial design), passa attraverso
diverse esperienze pittoriche, dall'aggiornamento picassiano della nostra cultura
figurativa del secondo dopoguerra all'astrattismo, all'informale, al Pop, sempre cercando
strutture calde e sintetiche di piena adesione alla vita.
Domenico Lusetti
(Pontevico BS 1908 - Brescia 1971)
Scultore. È uno dei protagonisti del Gruppo di avanguardia bresciana di Corso Mameli.
Partecipa alla Quadriennale di Roma nel 1938, 51, 56, 59 ed espone anche a Madrid,
Berlino, Londra e New York. Molte le opere in spazi pubblici. È presente anche nelle
collezioni della Galleria d'arte moderna di Milano. Uno dei più interessanti scultori
bresciani del secondo dopoguerra, con un eccellente senso dei valori tattili e luminosi
della materia, in cerca sempre negli ultimi anni di un'essenzialità scabra e assoluta.
Iros Marpicati
(Ghedi BS 1933 - vive a Brescia)
Pittore. Studi di Architettura al Politecnico di Milano abbandonati per dedicarsi alla
pittura. Dopo l'Accademia Carrara di Bergamo frequenta l'Accademia di Brera Attivo per
dieci anni sulla scena milanese, seguendo una direttrice più espressionista. Negli Anni
Cinquanta partecipa al Realismo esistenziale. Vince più volte il Premio Suzzara. Si
impose con una lancinante lucidità visiva, specchio di un'allucinata condizione umana. Ha
coltivato un lirismo amaro, una dura e struggente malinconia.
Bruno Mascarelli
(Sarajevo 1926, vive a Rovigno, Istria)
Pittore con un vivace curriculum di premi e mostre, vissuto in vari Paesi d'Europa e
d'America, ha sempre affrontato temi della condizione umana con accenti di realismo
umanitario, prima con accorata, persin greve partecipazione ai travagli bellici, alle
fatiche e alle pene delle genti povere della Carnia e dell'Istria, sotto il dominio della
figura della "madre in lutto" o della "vedova di guerra", poi con
accenti più sciolti, di trasfigurazione surreale e trame più raffinate e sottili, sempre
emblematiche d'un popolo.
Valerio Moreschi
(Brescia 1951, vive a Bovezzo BS))
Pittore e scultore. Autodidatta, è passato attraverso varie esperienze ed ha animato il
Centro Cronos di Concesio (BS). La sua arte è ricca di filtrazioni e citazioni tra
realismo e astrazione, e procede soprattutto col gusto dell'esplorazione psichica sul
modello della favola di Klee. Insegue una grande intensità espressiva, vitalistica ed
evocativa.
Giuseppe Motti
(Arena Po 1908 - Milano 1988)
Pittore. Frequenta l'Accademia di Brera. Inizia la sua carriera artistica aderendo al
Gruppo dei Chiaristi. Dopo la guerra abbraccia il Realismo sociale al limite
dell'espressionismo. È considerato il cantore del Po, dei suoi colori, della sua gente,
tra pescatori e nudi femminili.
Ugo Mulas
(Pozzolengo BS 1928 - Milano 1973)
Fotografo. Allievo dell'Accademia di Brera, negli Anni Cinquanta sceglie la fotografia e
immortala a Milano la stagione del Realismo esistenziale. Divenuto famoso in ambito
internazionale fa conoscere in Europa i protagonisti della Pop Art. Voleva che anche in
una foto sola si concentrasse la storia di un evento o di un personaggio, Diventò il
fotografo degli artisti e degli scrittori. Arrivò a riflettere sulla foto che non propone
che la sua stessa superficie. Un protagonista delle ricerche sulla forma mentale dello
sguardo.
Sandro Negri
(Virgilio MN 1940, vive a Mantova)
Pittore. Autodidatta. Nell'ambito del realismo populista è il cantore della civiltà
contadina recuperando usi e costumi della gente della Valpadana. Presente nelle stagioni
espositive desenzanesi, espone ora anche in Francia, Svizzera e USA.
Alberto Nobile
(Voghera PV 1923 - Genova 1966)
Pittore, scultore, designer. Personalità complessa, si è formato all'Accademia di Brera
con i protagonisti del Gruppo di Corrente. Durante la guerra è a Roma dove si avvicina
all'esperienza di Mafai e Scipione nell'ambito della Scuola romana. La sua produzione
artistica passa dalle tendenze picassiane, al realismo sociale, alla Nuova figurazione del
Realismo esistenziale. Negli anni 1955-60 è' stato attivo a Brescia, prima di trasferirsi
definitivamente a Genova dove la morte lo coglie all'età di 43 anni.
Giacomo Olini
(Brescia 1918, vive a Borgo San Giacomo BS)
Pittore. Decoratore sui ponteggi specie nelle chiese e restauratore, è pittore
autodidatta, legato al mondo contadino della Bassa bresciana, agli animali, ai paesaggi,
con gusto aneddotico e sapore schietto, segno forte e colore acceso.
Benito Ormenese
(Prata di Pordenone 1930)
Pittore. Dagli esordi dedicati alla Nuova Figurazione le sue scelte si orientano verso una
pittura decisamente astratta.
Remo Pasetto
(Raldon VR 1925, vive a Milano e a Desenzano BS)
Scultore e Pittore. Studia a Verona all'Accademia di Belle Arti Cignaroli. Nel '50 si
trasferisce a Milano dove incontra Giacomo Manzù e si dedica alla scultura fino al 1958,
anno in cui inizia a dipingere. Le sue opere pittoriche - che prendono vita nel momento in
cui a Milano il Realismo sociale entra in crisi e gli artisti scelgono una pittura di
maggiore interiorizzazione che sfocia nel Realismo esistenziale - propongono la storia
della sua gente che lascia il lavoro dei campi per la città e si ritrova sui ponteggi,
fra i muratori. Remo Pasetto diventa così il cantore dell'Italia contadino/proletaria che
spera di ricostruire con pazienza e determinazione un mondo migliore.
Giovanna e Corrado Petromer
(Brescia, vivono a Padenghe del Garda BS)
Scultori. Il caso dei coniugi Petromer è molto singolare in quanto il loro risultato
scultoreo è frutto di un connubio artistico e di una intensa e reciproca collaborazione.
Allievi di Domenico Lusetti, essi iniziano il cammino artistico sotto la guida del Maestro
per poi impegnarsi nelle loro personali creazioni, nelle quali si fondono dolcezza,
sensibilità femminile e forza maschile. Loro opere si trovano in ambienti pubblici e
privati.
Enrico Ragni
(Brescia 1910, vive a Brescia)
Pittore. Negli anni del dopoguerra il suo studio di Corso Magenta a Brescia diventa un
punto di incontro del Gruppo degli Otto. In seguito è uno dei protagonisti del Gruppo di
avanguardia bresciana di Corso Mameli formatosi intorno ad Achille Guglielmo Cavellini.
Dagli esordi di realismo alle tendenze picassiane, la sua pittura evolve poi verso altre
scelte pittoriche di tipo astratto, ma sempre cariche di valore esistenziale, nel gioco
tra rigore formale e forme fluenti e frante, per poi conquistare più aerei equilibri di
"musica del colore". Esattezza compositiva e intensità lirica mirano a una
condizione pacata di volatile leggerezza.
Piercarla Reghenzi (Pierca)
(Brescia 1921, vive a Brescia)
Con Enrico Ragni partecipa al Gruppo di avanguardia bresciana di Corso Mameli. Anch'ella
muove da letture di postcubismo lirico, per poi volgersi a una pittura ricca di echi
surrealisti in cui l'organismo formale si avvicini piuttosto al respiro di un'evocazione,
tra allucinata evidenza e liquida evanescenza. Anche avvicinandosi a certe esperienze
dell'informale, Pierca cerca di trasferire le "forme" del conflitto sociale e
l'acuta partecipazione alla condizione umana nella struttura e nella materia stessa del
quadro, che si fa dolente, appassionata, drammatica..
Elisabetta Ruggero
(Lecco 1931, vive a Milano)
Pittrice. Frequenta la classe di Aldo Carpi all'Accademia di Brera dove incontra Giansisto
Gasparini. Dopo aver conseguito il diploma si è dedicata soprattutto alla ritrattistica e
alla natura morta.
Giulio Scapaticci
(Milano 1931, vive a Milano)
Pittore. Frequenta la classe di Aldo Carpi all'Accademia di Brera. Negli Anni Cinquanta è
attivo nel Gruppo del Realismo esistenziale.
Paolo Schiavocampo
(Palermo 1924)
Pittore. Attivo a Roma negli Anni Quaranta, vicino a Forma 1, a Milano negli Anni
Cinquanta, dal neorealismo si accosta al Gruppo del Realismo esistenziale, con
contaminazioni informali. Nel 1954 va in America e lavora con Scarpitta al restauro di
macchine d'epoca da corsa, scegliendo di dedicarsi definitivamente alla scultura
utilizzando plastiche e materiali di scarto, piegati a una straordinaria forza evocativa,
di ricordi d'infanzia, di forze della natura e dei sentimenti.
Rina Soldo
(Chiari BS 1900 - Salò BS 1982)
Pittrice. Paesaggista formatasi all'Accademia di Brera a contatto, negli Anni Trenta, con
Semeghini e i "buranelli" sulla laguna veneta; frequenti soggiorni in Francia
nel secondo dopoguerra, vanta una ricca presenza espositiva soprattutto alla Permanente
milanese e al Salon des Indépendents di Parigi. Ha una struttura salda e semplificata,
cresciuta sui valori plastici novecenteschi, capace di "legarsi" anche all'aria,
con un colore di grande e delicata intensità percettiva, talvolta sommesso e stemperato
in soffio, talora invece denso e livido, educato alla lezione postimpressionista dei
Fauves. Negli ultimi anni si legò sempre di più al paesaggio del Garda.
Madda Sonnino
(Nata a Roma, vive a Bergamo)
Pittrice. Romana di nascita ma bergamasca di adozione. Per molti anni è stata allieva del
pittore Ernesto Quarti Marchiò. Si dedica soprattutto al paesaggio e alla ritrattistica
con un linguaggio a volte intimista.
Antonio Stagnoli
(Bagolino BS 1922, vive a Brescia e a Bagolino)
Pittore. Fino all'età adulta in un istituto per sordomuti, negli Anni Cinquanta frequenta
le lezioni di Aldo Carpi presso l'Accademia di Brera. La sua pittura di introspezione lo
colloca negli esiti del Realismo esistenziale, ma lontano dal mondo urbano, a esprimere
una verità cruda e primaria, legata alla materialità dell'esistenza, alla milizia delle
pene, alla solidarietà creaturale in un mondo basso legato alla terra, al fisiologico, al
corporale. Le sue sono figure di saggezza elementare dell'esperienza, in un'eterna
cognizione del dolore e della fraterna pietà.
Tino Vaglieri
(Trieste 1929, vive a Milano)
Pittore. Allievo di Aldo Carpi all'Accademia di Brera, negli Anni Cinquanta è uno dei
protagonisti del Realismo Esistenziale. Anch'egli muove da temi urbani (fabbriche,
periferie, caseggiati popolari, i "repressi") per poi accentuare la componente
espressionistica, attraverso l'uso acceso e violento dei colori, di forte carica
simbolica. Fra i pittori usciti dall'esperienza del Realismo esistenziale, è tra quelli
che mantengono più forte la componente "psicosociale", accentuando anche in
questa chiave tensione e dinamismo dell'immagine. È presente alla XIII Quadriennale di
Roma 1999.
Florio Vecellio
(Cortina D'Ampezzo 1938 - Bolzano 1991)
Pittore. Conscio di una visione postmoderna della vita non riesce tuttavia a staccarsi dal
mito romantico del sublime, soffrendone ancora l'antica malinconia. La sua pittura è
solitaria, arida, fatta di segni semplicissimi, spesso quasi solo ammiccamenti, che però
risolve in poesia.
Turi Volanti
(Floridia SR 1930, vive in Sicilia)
Pittore. Abbandona gli studi di architettura a Milano per l'Accademia di Brera dove
frequenta le lezioni di Aldo Carpi, per dedicarsi interamente alla pittura. Negli anni
1955-75 è attivo a Brescia, dove partecipa vivacemente al dibattito artistico, tra
ricerca formale e pittura d'impegno civile, in un'evoluzione dal realismo al surrealismo,
al Pop, con cicli, come quello delle Cariatidi o quello dei Reperti, che mettono in
frizione grottesca una memoria di classicità archeologica con la violenza della società
industriale e consumistica. È presente alla XIII Quadriennale di Roma 1999.
Valentino Zini
(Cazzago S. Martino BS 1931, vive a Brescia)
Pittore. La sua formazione avviene presso l'Accademia di Brera dov'è allievo di Funi, poi
si dedica all'architettura. Negli Anni Settanta è attivo presidente dell'Associazione
Artisti Bresciani, trasformata in "laboratorio di arti visive". Affronta
soprattutto temi d'una minacciata e tragica condizione umana, attraverso l'informale e il
collage. Il viaggio attraverso accidenti e patimenti della materia è inteso come un
tentativo di attingere alle radici più intime e autentiche dell'essere, La produzione di
Zini s'è poi diradata e fatta più sottilmente meditativa e concettuale.
Massimo Zuppelli
(Orzivecchi BS 1939, vive a Brescia e a Milano)
Pittore e grafico. Dipinge la realtà operaia e contadina pervasa da una poesia quasi
simbolista. Presente alla 37a Biennale di Venezia e nelle maggiori rassegne internazionali
di grafica fra le quali quelle di Cracovia e di San Francisco. Da un irritato e sarcastico
realismo critico si è piegato a un'alonatura favolistica e allegorica, benevolmente
istrionica, d'una quotidianità anche folklorica, nel racconto della "gente
bresciana".
Aleksander Zyw
(Lida -Polonia 1905 - Castagneto Carducci LI 1995)
Pittore di fama internazionale, si esprime nell'ambito dell'Informale. Dopo l'Accademia di
Belle Arti a Varsavia, visita l'Europa. Vive a Parigi. All'invasione nazista si dirige in
Gran Bretagna e partecipa con gli alleati allo sbarco in Normandia come pittore di Guerra.
Si stabilisce in Scozia e apre uno studio a Edimburgo. Grandi Mostre a Edimburgo, Varsavia
e Parma. Per dieci anni visita il Lago di Garda; dipinge a Desenzano dal 1949 al 1959.
Espone alla Galleria del Milione a Milano; una sua opera entra nella Collezione Cavellini
di Brescia. Nel 1950 si stabilisce in Toscana, a Castagneto Carducci, dove continuerà a
dipingere fino alla fine. La sua ultima antologica è avvenuta a Desenzano nel 1993. È
stato un artista di spiritualità romantica, nella ricerca di strutture originali della
visione, fino ad assecondare gli "istanti" della natura, a dilatarsi nel vortice
della memoria.
Michael Zyw
(Edimburgo 1961, vive a Castagneto Carducci LI)
Figlio secondogenito di Aleksander Zyw, dopo gli studi di Biochimica a Londra si diploma
in pittura all'Accademia di Belle Arti di Parigi. Della Toscana, dove vive e lavora
immerso in un grande uliveto, esplora il paesaggio con una delicata vena coloristica.
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