Bruna Alberti
(Nata a Brescia, vive a Salò, BS)
Pittrice. Predilige i fiori, il paesaggio per orientarsi poi verso l'astrattismo e il senso della materia germinante dell'informale. La sua galleria d'arte a Brescia (Galleria Alberti) ha sempre proposto pittori di avanguardia e ha contribuito, col marito Pio Gaudio, a vivacizzare la vita artistica bresciana nel dopoguerra.

Agostino Barbieri
(Isola della Scala VR 1915, vive a Sirmione BS)
Pittore. Ha studiato all'Accademia Cignaroli di Verona. Deportato a Mauthausen ha documentato in un gruppo di disegni la tragica esperienza del lager ("danze macabre di corpi scheletriti" scrisse Primo Levi). Dopo la guerra si è dedicato a forme squadernate e colori orfici come un ordine armonico a cui restituire simbolicamente l'uomo.

Giacomo Bergomi
(Orzinuovi BS 1926 dove vive)
Pittore . Attivo nell'ambito del realismo contadino. Attento al mondo indios del Sud America. Ha curato una raccolta di attrezzi e documenti della civiltà contadina, destinata a esposizione pubblica.

Remo Bombardieri
(Brescia 1936, Vive a Brescia)
Scultore. Allievo di Domenico Lusetti, è autore di numerosi monumenti. Ha uno stile di modellazione vigorosa e dinamica. Lavora anche per grandi commesse in Parchi a tema, con polistirolo e resine.

Vittorio Botticini
(Brescia 1909 - 1978)
Pittore. Dopo la guerra frequenta il Gruppo di Corso Mameli che rappresenta l'avanguardia pittorica bresciana dal picassismo al postcubismo lirico ai contatti col Gruppo degli Otto animato da Lionello Venturi. Una pittura di griglie geometriche quanto mai sorvegliate, ma portata ad un'intensità visionaria, di impatto intenso e fremente.

Giovanni Cappelli
(Cesena 1923 - Gargnano BS 1994)
Pittore. Negli anni Cinquanta si trasferisce a Milano e si affianca ai protagonisti del Realismo esistenziale. Espone alla Biennale di Venezia nel 1956. I suoi soggetti passano dallo sradicamento dei contadini alla vita urbana "umiliata", fino a spiagge, lande desolate e vegetazioni secche in modi pittorici agri che risentono dell'informale e dell'espressionismo.

Felice Carena
(Torino 1879 - Venezia1966)
Pittore. È uno dei maestri della pittura italiana del '900 dal Divisionismo simbolista al naturalismo postimpressionista, dai colori "fauve" che si rinsalda sulla riscoperta delle strutture di Cézanne, allo sfaldamento della forma nel Secondo dopoguerra, a contatto con Kokoschka. Ebbe un ruolo importante per gli artisti tra Torino e Roma, specie dando vita alla folta colonia d'artisti ad Anticoli Corrado e poi agli Orti Sallustiani.

Guglielmo Achille Cavellini (GAC)
(Brescia 1914 - 1990)
Commerciante, artista, collezionista, ha avuto un ruolo centrale nel secondo dopoguerra a Brescia quale tramite con artisti come Vedova, Birolli, Corpora, Santomaso, Afro. Incominciando a collezionare le opere di questi artisti, ospitandoli e organizzando mostre in casa sua, raccolse in breve forse la più importante collezione italiana d'arte contemporanea, nel tempo stesso del suo "farsi", tra gli anni '40 e '50. La sua casa divenne un punto di riferimento per critici come Lionello Venturi, Marchiori, Argan, Palma Bucarelli e, nel 1957, la sua collezione fu esposta alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Ebbe un ruolo fondamentale anche nel promuovere un nucleo di pittori locali, legati a ricerche postpicassiane, poi astratto-concrete e informali. Dal 1970 in poi avviò l'operazione di "autostoricizzazione", alimentandola anche con l'alienazione di parte della sua collezione: con pura operazione dadaista, si inventò i media, a cominciare dall'arte postale, i cimeli, i francobolli, le finte mostre, le finte voci enciclopediche, che riflettessero all'infinito la sua immagine come artista già affermato e inserito nella storia dell'arte. Mirava a far sì che questa immagine fosse recepita da tutti come un'icona del nostro tempo, riconosciuta appunto come "immagine d'artista".

Piero Cenedella
(Brescia 1924 - Esine BS 1995)
Scultore, pittore, xilografo. La sua formazione artistica si svolge a Parigi (dove soggiorna a lungo e frequenta lo studio di Brancusi) e si completa a Berlino dove studia incisione. Nel 1954 torna in Italia. È tra gli animatori dell'Associazione Artisti Bresciani, di cui sarà presidente. Ha cercato forme semplici e necessarie, come quelle del pane, degli attrezzi agricoli, delle ciotole, dei totem e degli altari, della soglia della casa e del tempio, in sintonia con la Terra "madre vivente", col ciclo delle stagioni e dei lavori agricoli.

Francesco Cherubini
(Carpenedolo BS 1929 dove vive)
Pittore. Paesaggista e ritrattista. Nella sua opera traspare
l'esperienza dei Fauves. Il colore vivido e traboccante traduce il suo amore per il paesaggio antico della Bassa, ma si fa sempre più delicato, come fosse filtrato nella nostalgia per un mondo stravolto.

Anna Coccoli
(Nata a Brescia, vive tra Brescia e San Paolo del Brasile.)
Pittrice e scultrice. Presente a più di un Premio Suzzara, si è mossa tra realismo espressionista, memorie del muralismo latinoamericano e "totemica Pop". Da molti anni insegue un senso epico della femminilità, con tutta la forza di generazione ed eros, ma anche con tutto il peso della fatica e del dolore della condizione della donna.

Ferdinando Farulli
(Firenze 1923, vive a Firenze)
Pittore. Si forma nell'ambito della toscanità salda e primitiveggiante di Rosai. Negli Anni Cinquanta è attivo nell'ambito del Realismo sociale, con accenti di protesta e di denuncia. Alla soglia degli Anni Sessanta la sua pittura si carica di espressività sempre più drammatica e densa nella materia, nel gesto e nel colore.

Francesco Fedeli
(Milano 1911 - Castelletto Ticino NO,1998)
Pittore. Inizia come ritrattista e paesaggista trascorrendo molto tempo sui laghi lombardi. Nel 1942-43 è inviato quale pittore-corrispondente di guerra documentando gli eventi sul Fronte russo con accenti di quotidianità e di partecipazione umana. Negli anni Cinquanta fa parte del Gruppo dei pittori della realtà. Negli anni Sessanta dirige i suoi interessi alla pittura informale e materica. Si cimenta nell'affresco nei graffiti, nella natura morta con raffinato gusto delle preziosità del segno e della materia..

Tullio Ferro (Tuferro)
(Loreo RO 1931, vive a Desenzano BS)
Pittore, poeta, pubblicista. Giunge sul Garda nel 1960, portando la memoria espressionista delle fatiche e delle tragedie delle sue genti del Polesine e del Delta padano. Lavora su addensamenti di luci e ombre, in una pittura che si è venuta addolcendo alla luce quieta del Garda, pur sempre inseguendo trasalimenti emotivi.

Primo Formenti
(Palazzolo BS 1941, vive a Palazzolo)
Pittore. Autodidatta, componente del Gruppo E di Palazzolo, affida tutta la densità del racconto ai "rapporti" tra i materiali, al controllo della grana e degli spessori pittorici, in un'evocazione di archetipi, di stele e di totem, tra raffinata stilizzazione allusiva e impronta quasi barbarica.

Giuseppe Gambarini
(Salsomaggiore 1902 - ???)
Pittore. Studia all'Accademia delle Belle Arti
di Parma. Paesaggista postimpressionista si dedica anche al ritratto.

Ottorino Garosio
(Vestone 1904-1980)
Pittore. Nell'ambito del Realismo contadino è considerato il cantore della Valsabbia. Pittore rustico, di scorza genuina, tenera e selvatica, capace anche di note bizzarre e grottesche, ma che si ritrasse di fronte al mondo borghese e stracittadino.

Giansisto Gasparini
(Casteggio PV 1924, vive a Milano)
Pittore. Allievo di Aldo Carpi all'Accademia di Brera. All'inizio è attivo nel movimento realista con temi di impegno politico e sociale e diviene poi il precursore del Realismo esistenziale con soggetti prevalentemente urbani (fabbriche, periferie) ,o figure trafitte da lance e strutture metalliche. Da un paio di decenni affronta temi naturalistici, specie i giardini. Nel 1999 denuncia la tragedia dei profughi. Ha partecipato al Premio Esso-Biennale di Venezia nel 1955, alla VII Quadriennale di Roma 1955-56, alla Biennale di Milano. Sue opere murali su edifici pubblici.

Gianni Ghelfi
(Pontremoli Massa- Carrara1919, vive a Brescia)
Pittore paesaggista. È uno dei fondatori, con i fratelli Augusto e Luigi, del Gruppo di avanguardia bresciana di Corso Mameli, attorno al collezionista Guglielmo Achille Cavellini. Premio Suzzara nel 1949, Biennale di Venezia 1950, Quadriennale di Roma nel '52. Dalle Cinque Terre alla vita di mare (pescatori, reti, mare), Gianni Ghelfi lavora su una trama lirica della realtà, trasfigurata nella felicità armonica del colore, modulato attraverso tasselli che ricordano la struttura delle vetrate o dei mosaici bizantini.

Pietro Giunni
(Villa Cortese MI 1912, ....??)
Pittore. Da ragazzo decorava le chiese. Allievo alle Accademie di Brera e di Venezia, negli Anni Cinquanta si volge a un linguaggio astratto-concreto e poi di neonaturalismo attraverso dense paste materiche animate da una nervosa gestualità. Francesco Arcangeli lo annovera nel gruppo degli "ultimi naturalisti". La tavolozza poi si schiarisce in trame luminose, scandite a piccoli tasselli, fino al lirismo di muri, marine, nevicate, campi, boschi vibranti di accensioni luminose.

Giuseppe Guerreschi
(Milano 1929 - Nizza 1985)
Pittore. Allievo di Aldo Carpi all'Accademia di Brera. Negli Anni Cinquanta è uno dei protagonisti del Realismo esistenziale e sfocia anche in un singolare montaggio Pop all'italiana, di grande, virulento sarcasmo. Fu sempre fedele alla spinta morale che lo fece tra i propugnatori di una nuova figurazione: sia quando, fino agli Anni Settanta, tentò il racconto civile nella testimonianza dei drammi e delle contraddizioni politiche e sociali del tempo, in particolare della condizione urbana; sia quando fece largo a motivi psicoanalitici, su nevrosi, ossessioni e conflitti esistenziali, in uno scandaglio anche personale, ma sempre emblematico d'una condizione umana travagliata e turbata.

Carlo Hauner
(Brescia 1927-Salina, Eolie, 1996)
Pittore, scultore, designer. Nel 1948 partecipa alla Biennale di Venezia. Sue opere sono al Museo di San Paolo del Brasile, dove ha vissuto alcune stagioni. Personalità inquieta e complessa (si è occupato anche di ceramica e di industrial design), passa attraverso diverse esperienze pittoriche, dall'aggiornamento picassiano della nostra cultura figurativa del secondo dopoguerra all'astrattismo, all'informale, al Pop, sempre cercando strutture calde e sintetiche di piena adesione alla vita.

Domenico Lusetti
(Pontevico BS 1908 - Brescia 1971)
Scultore. È uno dei protagonisti del Gruppo di avanguardia bresciana di Corso Mameli. Partecipa alla Quadriennale di Roma nel 1938, 51, 56, 59 ed espone anche a Madrid, Berlino, Londra e New York. Molte le opere in spazi pubblici. È presente anche nelle collezioni della Galleria d'arte moderna di Milano. Uno dei più interessanti scultori bresciani del secondo dopoguerra, con un eccellente senso dei valori tattili e luminosi della materia, in cerca sempre negli ultimi anni di un'essenzialità scabra e assoluta.

Iros Marpicati
(Ghedi BS 1933 - vive a Brescia)
Pittore. Studi di Architettura al Politecnico di Milano abbandonati per dedicarsi alla pittura. Dopo l'Accademia Carrara di Bergamo frequenta l'Accademia di Brera Attivo per dieci anni sulla scena milanese, seguendo una direttrice più espressionista. Negli Anni Cinquanta partecipa al Realismo esistenziale. Vince più volte il Premio Suzzara. Si impose con una lancinante lucidità visiva, specchio di un'allucinata condizione umana. Ha coltivato un lirismo amaro, una dura e struggente malinconia.

Bruno Mascarelli
(Sarajevo 1926, vive a Rovigno, Istria)
Pittore con un vivace curriculum di premi e mostre, vissuto in vari Paesi d'Europa e d'America, ha sempre affrontato temi della condizione umana con accenti di realismo umanitario, prima con accorata, persin greve partecipazione ai travagli bellici, alle fatiche e alle pene delle genti povere della Carnia e dell'Istria, sotto il dominio della figura della "madre in lutto" o della "vedova di guerra", poi con accenti più sciolti, di trasfigurazione surreale e trame più raffinate e sottili, sempre emblematiche d'un popolo.

Valerio Moreschi
(Brescia 1951, vive a Bovezzo BS))
Pittore e scultore. Autodidatta, è passato attraverso varie esperienze ed ha animato il Centro Cronos di Concesio (BS). La sua arte è ricca di filtrazioni e citazioni tra realismo e astrazione, e procede soprattutto col gusto dell'esplorazione psichica sul modello della favola di Klee. Insegue una grande intensità espressiva, vitalistica ed evocativa.

Giuseppe Motti
(Arena Po 1908 - Milano 1988)
Pittore. Frequenta l'Accademia di Brera. Inizia la sua carriera artistica aderendo al Gruppo dei Chiaristi. Dopo la guerra abbraccia il Realismo sociale al limite dell'espressionismo. È considerato il cantore del Po, dei suoi colori, della sua gente, tra pescatori e nudi femminili.

Ugo Mulas
(Pozzolengo BS 1928 - Milano 1973)
Fotografo. Allievo dell'Accademia di Brera, negli Anni Cinquanta sceglie la fotografia e immortala a Milano la stagione del Realismo esistenziale. Divenuto famoso in ambito internazionale fa conoscere in Europa i protagonisti della Pop Art. Voleva che anche in una foto sola si concentrasse la storia di un evento o di un personaggio, Diventò il fotografo degli artisti e degli scrittori. Arrivò a riflettere sulla foto che non propone che la sua stessa superficie. Un protagonista delle ricerche sulla forma mentale dello sguardo.

Sandro Negri
(Virgilio MN 1940, vive a Mantova)
Pittore. Autodidatta. Nell'ambito del realismo populista è il cantore della civiltà contadina recuperando usi e costumi della gente della Valpadana. Presente nelle stagioni espositive desenzanesi, espone ora anche in Francia, Svizzera e USA.

Alberto Nobile
(Voghera PV 1923 - Genova 1966)
Pittore, scultore, designer. Personalità complessa, si è formato all'Accademia di Brera con i protagonisti del Gruppo di Corrente. Durante la guerra è a Roma dove si avvicina all'esperienza di Mafai e Scipione nell'ambito della Scuola romana. La sua produzione artistica passa dalle tendenze picassiane, al realismo sociale, alla Nuova figurazione del Realismo esistenziale. Negli anni 1955-60 è' stato attivo a Brescia, prima di trasferirsi definitivamente a Genova dove la morte lo coglie all'età di 43 anni.

Giacomo Olini
(Brescia 1918, vive a Borgo San Giacomo BS)
Pittore. Decoratore sui ponteggi specie nelle chiese e restauratore, è pittore autodidatta, legato al mondo contadino della Bassa bresciana, agli animali, ai paesaggi, con gusto aneddotico e sapore schietto, segno forte e colore acceso.

Benito Ormenese
(Prata di Pordenone 1930)
Pittore. Dagli esordi dedicati alla Nuova Figurazione le sue scelte si orientano verso una pittura decisamente astratta.

Remo Pasetto
(Raldon VR 1925, vive a Milano e a Desenzano BS)
Scultore e Pittore. Studia a Verona all'Accademia di Belle Arti Cignaroli. Nel '50 si trasferisce a Milano dove incontra Giacomo Manzù e si dedica alla scultura fino al 1958, anno in cui inizia a dipingere. Le sue opere pittoriche - che prendono vita nel momento in cui a Milano il Realismo sociale entra in crisi e gli artisti scelgono una pittura di maggiore interiorizzazione che sfocia nel Realismo esistenziale - propongono la storia della sua gente che lascia il lavoro dei campi per la città e si ritrova sui ponteggi, fra i muratori. Remo Pasetto diventa così il cantore dell'Italia contadino/proletaria che spera di ricostruire con pazienza e determinazione un mondo migliore.

Giovanna e Corrado Petromer
(Brescia, vivono a Padenghe del Garda BS)
Scultori. Il caso dei coniugi Petromer è molto singolare in quanto il loro risultato scultoreo è frutto di un connubio artistico e di una intensa e reciproca collaborazione. Allievi di Domenico Lusetti, essi iniziano il cammino artistico sotto la guida del Maestro per poi impegnarsi nelle loro personali creazioni, nelle quali si fondono dolcezza, sensibilità femminile e forza maschile. Loro opere si trovano in ambienti pubblici e privati.

Enrico Ragni
(Brescia 1910, vive a Brescia)
Pittore. Negli anni del dopoguerra il suo studio di Corso Magenta a Brescia diventa un punto di incontro del Gruppo degli Otto. In seguito è uno dei protagonisti del Gruppo di avanguardia bresciana di Corso Mameli formatosi intorno ad Achille Guglielmo Cavellini. Dagli esordi di realismo alle tendenze picassiane, la sua pittura evolve poi verso altre scelte pittoriche di tipo astratto, ma sempre cariche di valore esistenziale, nel gioco tra rigore formale e forme fluenti e frante, per poi conquistare più aerei equilibri di "musica del colore". Esattezza compositiva e intensità lirica mirano a una condizione pacata di volatile leggerezza.

Piercarla Reghenzi (Pierca)
(Brescia 1921, vive a Brescia)
Con Enrico Ragni partecipa al Gruppo di avanguardia bresciana di Corso Mameli. Anch'ella muove da letture di postcubismo lirico, per poi volgersi a una pittura ricca di echi surrealisti in cui l'organismo formale si avvicini piuttosto al respiro di un'evocazione, tra allucinata evidenza e liquida evanescenza. Anche avvicinandosi a certe esperienze dell'informale, Pierca cerca di trasferire le "forme" del conflitto sociale e l'acuta partecipazione alla condizione umana nella struttura e nella materia stessa del quadro, che si fa dolente, appassionata, drammatica..

Elisabetta Ruggero
(Lecco 1931, vive a Milano)
Pittrice. Frequenta la classe di Aldo Carpi all'Accademia di Brera dove incontra Giansisto Gasparini. Dopo aver conseguito il diploma si è dedicata soprattutto alla ritrattistica e alla natura morta.

Giulio Scapaticci
(Milano 1931, vive a Milano)
Pittore. Frequenta la classe di Aldo Carpi all'Accademia di Brera. Negli Anni Cinquanta è attivo nel Gruppo del Realismo esistenziale.

Paolo Schiavocampo
(Palermo 1924)
Pittore. Attivo a Roma negli Anni Quaranta, vicino a Forma 1, a Milano negli Anni Cinquanta, dal neorealismo si accosta al Gruppo del Realismo esistenziale, con contaminazioni informali. Nel 1954 va in America e lavora con Scarpitta al restauro di macchine d'epoca da corsa, scegliendo di dedicarsi definitivamente alla scultura utilizzando plastiche e materiali di scarto, piegati a una straordinaria forza evocativa, di ricordi d'infanzia, di forze della natura e dei sentimenti.

Rina Soldo
(Chiari BS 1900 - Salò BS 1982)
Pittrice. Paesaggista formatasi all'Accademia di Brera a contatto, negli Anni Trenta, con Semeghini e i "buranelli" sulla laguna veneta; frequenti soggiorni in Francia nel secondo dopoguerra, vanta una ricca presenza espositiva soprattutto alla Permanente milanese e al Salon des Indépendents di Parigi. Ha una struttura salda e semplificata, cresciuta sui valori plastici novecenteschi, capace di "legarsi" anche all'aria, con un colore di grande e delicata intensità percettiva, talvolta sommesso e stemperato in soffio, talora invece denso e livido, educato alla lezione postimpressionista dei Fauves. Negli ultimi anni si legò sempre di più al paesaggio del Garda.

Madda Sonnino
(Nata a Roma, vive a Bergamo)
Pittrice. Romana di nascita ma bergamasca di adozione. Per molti anni è stata allieva del pittore Ernesto Quarti Marchiò. Si dedica soprattutto al paesaggio e alla ritrattistica con un linguaggio a volte intimista.

Antonio Stagnoli
(Bagolino BS 1922, vive a Brescia e a Bagolino)
Pittore. Fino all'età adulta in un istituto per sordomuti, negli Anni Cinquanta frequenta le lezioni di Aldo Carpi presso l'Accademia di Brera. La sua pittura di introspezione lo colloca negli esiti del Realismo esistenziale, ma lontano dal mondo urbano, a esprimere una verità cruda e primaria, legata alla materialità dell'esistenza, alla milizia delle pene, alla solidarietà creaturale in un mondo basso legato alla terra, al fisiologico, al corporale. Le sue sono figure di saggezza elementare dell'esperienza, in un'eterna cognizione del dolore e della fraterna pietà.

Tino Vaglieri
(Trieste 1929, vive a Milano)
Pittore. Allievo di Aldo Carpi all'Accademia di Brera, negli Anni Cinquanta è uno dei protagonisti del Realismo Esistenziale. Anch'egli muove da temi urbani (fabbriche, periferie, caseggiati popolari, i "repressi") per poi accentuare la componente espressionistica, attraverso l'uso acceso e violento dei colori, di forte carica simbolica. Fra i pittori usciti dall'esperienza del Realismo esistenziale, è tra quelli che mantengono più forte la componente "psicosociale", accentuando anche in questa chiave tensione e dinamismo dell'immagine. È presente alla XIII Quadriennale di Roma 1999.

Florio Vecellio
(Cortina D'Ampezzo 1938 - Bolzano 1991)
Pittore. Conscio di una visione postmoderna della vita non riesce tuttavia a staccarsi dal mito romantico del sublime, soffrendone ancora l'antica malinconia. La sua pittura è solitaria, arida, fatta di segni semplicissimi, spesso quasi solo ammiccamenti, che però risolve in poesia.

Turi Volanti
(Floridia SR 1930, vive in Sicilia)
Pittore. Abbandona gli studi di architettura a Milano per l'Accademia di Brera dove frequenta le lezioni di Aldo Carpi, per dedicarsi interamente alla pittura. Negli anni 1955-75 è attivo a Brescia, dove partecipa vivacemente al dibattito artistico, tra ricerca formale e pittura d'impegno civile, in un'evoluzione dal realismo al surrealismo, al Pop, con cicli, come quello delle Cariatidi o quello dei Reperti, che mettono in frizione grottesca una memoria di classicità archeologica con la violenza della società industriale e consumistica. È presente alla XIII Quadriennale di Roma 1999.

Valentino Zini
(Cazzago S. Martino BS 1931, vive a Brescia)
Pittore. La sua formazione avviene presso l'Accademia di Brera dov'è allievo di Funi, poi si dedica all'architettura. Negli Anni Settanta è attivo presidente dell'Associazione Artisti Bresciani, trasformata in "laboratorio di arti visive". Affronta soprattutto temi d'una minacciata e tragica condizione umana, attraverso l'informale e il collage. Il viaggio attraverso accidenti e patimenti della materia è inteso come un tentativo di attingere alle radici più intime e autentiche dell'essere, La produzione di Zini s'è poi diradata e fatta più sottilmente meditativa e concettuale.

Massimo Zuppelli
(Orzivecchi BS 1939, vive a Brescia e a Milano)
Pittore e grafico. Dipinge la realtà operaia e contadina pervasa da una poesia quasi simbolista. Presente alla 37a Biennale di Venezia e nelle maggiori rassegne internazionali di grafica fra le quali quelle di Cracovia e di San Francisco. Da un irritato e sarcastico realismo critico si è piegato a un'alonatura favolistica e allegorica, benevolmente istrionica, d'una quotidianità anche folklorica, nel racconto della "gente bresciana".

Aleksander Zyw
(Lida -Polonia 1905 - Castagneto Carducci LI 1995)
Pittore di fama internazionale, si esprime nell'ambito dell'Informale. Dopo l'Accademia di Belle Arti a Varsavia, visita l'Europa. Vive a Parigi. All'invasione nazista si dirige in Gran Bretagna e partecipa con gli alleati allo sbarco in Normandia come pittore di Guerra. Si stabilisce in Scozia e apre uno studio a Edimburgo. Grandi Mostre a Edimburgo, Varsavia e Parma. Per dieci anni visita il Lago di Garda; dipinge a Desenzano dal 1949 al 1959. Espone alla Galleria del Milione a Milano; una sua opera entra nella Collezione Cavellini di Brescia. Nel 1950 si stabilisce in Toscana, a Castagneto Carducci, dove continuerà a dipingere fino alla fine. La sua ultima antologica è avvenuta a Desenzano nel 1993. È stato un artista di spiritualità romantica, nella ricerca di strutture originali della visione, fino ad assecondare gli "istanti" della natura, a dilatarsi nel vortice della memoria.

Michael Zyw
(Edimburgo 1961, vive a Castagneto Carducci LI)
Figlio secondogenito di Aleksander Zyw, dopo gli studi di Biochimica a Londra si diploma in pittura all'Accademia di Belle Arti di Parigi. Della Toscana, dove vive e lavora immerso in un grande uliveto, esplora il paesaggio con una delicata vena coloristica.