| L'addio Ad ogni allontanarsi del treno, amore, era un addio infinito: sventolio di mani cuore muto. Perché questo recinto di spine questo male invisibile? Fremiti trattenuti raggelano luminose sembianze nel duraturo travaglio che non conosce pietà. Gino Benedetti, maggio 1973 Edita in: Trenta poesie, Galleria del Libro, Desenzano (BS), 1975. |