Primavera
a Fanny

Precipitammo
nel verde spazio
del mistero
al primo incontro.
La parola modulata
era un mugolio dolce
esterrefatto
frangia di gioia
che saliva sempre più intensa...

Poi subentrò il silenzio
a scandire
il piacere goduto.
Ci lasciammo andare
lentamente
come uccelli abbattuti.
Accecati dal sole
fra l'erba tenera
che brillava ondeggiando,
affascinante richiamo
che avremmo voluto
ancora sinuoso,
inestinguibile
nel singulto dell'ora placata.


Gino Benedetti, 21 marzo 1986
inedita